Violenza senza legge

Genocidi e crimini di guerra nell’età globale

A cura di Marina Calloni

In collaborazione con Crimes of War Project

Utet, 2006

Nonostante il monito più volte ripetuto a non dimenticare l’orrore dei conflitti mondiali e della Shoah, il Novecento si è chiuso con la perpetrazione di genocidi, come nel caso del Ruanda e della Bosnia Erzegovina. Come è potuto accadere ciò? A partire da tale quesito, “Violenza senza legge” analizza la natura e le fenomenologie delle “nuove guerre”. Cruente forme di violenza organizzata hanno infatti connesso senza soluzione di continuità il secolo scorso col nuovo millennio, assecondando i nuovi ordini geopolitici e le potenze finanziarie. Guerre identitarie e fondamentalismo islamico si intersecano poi con conflitti armati di tipo “preventivo”, nella “guerra totale al terrorismo”. Le guerre sono così diventate “senza legge”: sono amorfe, indefinite e ubique; prevaricano confini e norme internazionali, nonostante l’istituzione di tribunali penali internazionali e il sempre più pressante dibattito sulla centralità dei diritti umani e umanitari. Per trattare un tema tanto complesso quanto controverso sono però necessari più punti di vista. Ecco allora che il libro curato da Marina Calloni si svolge come una “ricerca polifonica”, dove intervengono più attori sociali e autori: vittime e testimoni, ricercatori, giornalisti, fotografi, rappresentanti istituzionali, artisti. Il CD-ROM allegato al libro completa tale analisi, fornendo materiali inediti, documenti, testimonianze, fotografie e filmati sui conflitti degli ultimi anni.

Indice

Presentazione. Quale ruolo per la ricerca
nell’affrontare questioni globali?
di Marina Calloni

Introduzione. Crimes of War: un progetto educativo
di Anna Cataldi

PARTE I — Immagini, memorie e linguaggi dell’odio

CAPITOLO 1 — Il Novecento: guerre e rappresentazioni
dell’orrore
di Barbara Bracco

CAPITOLO 2 — Memoria di genere e
violenza militare nell’Europa Orientale
di Andrea Petó
2.1 Introduzione
2.2 Studi di caso
2.2.1 La storia di Diana
2.2.2 La storia di Georgulis
2.3 Genere, memoria e commemorazione
2.3.1 Il caso di Diana
2.3.2 Il caso di Georgulis
2.4 Memoria, memoria collettiva e ricordo
2.4.1 Il caso di Diana
2.4.2 Il caso di Georgulis

CAPITOLO 3 — L’urbicidio come crimine di guerra
di Elena dell’Agnese
3.1 Introduzione
3.2 La città come obiettivo: strategie e comunicazione
3.3 La città come obiettivo: «area-bombing» e
ordigni nucleari
3.4 La città come obiettivo: l’urbicidio simbolico
3.5 L’urbicidio come scontro fra classi socio-spaziali
3.6 L’urbicidio come crimine di guerra

CAPITOLO 4 — Guerra e trasformazioni socio-territoriali.
Una ricerca audiovisuale sulla città di Mostar
di Valentina Anzoise e Cristiano Mutti
4.1 Introduzione
4.2 Le guerre di Mostar
4.3 La ricerca sociovisuale in situazioni post-belliche
4.4 Immagini e storie di vita fra passato e presente
4.5 Immagini e storie di vita fra luogo e identità
4.6 Conclusioni

CAPITOLO 5 — Media e creazione dell’odio etnico.
Il caso del Ruanda e della Bosnia Erzegovina
di Joshua Massarenti
5.1 Introduzione
5.2 Affilando le armi: la conquista dei mezzi di comunicazione di massa
5.2.1 Il caso del Ruanda
5.2.2 Il caso della Bosnia Erzegovina
5.3 La propaganda dell’odio: logiche e tecniche
5.3.1 Ruanda
5.3.2 Bosnia Erzegovina
5.4 Gli effetti dei media dell’odio sui civili:
un’influenza mediata
5.5 Conclusione: fermare i media dell’odio

PARTE II — Conflitti identitari e genocidi

CAPITOLO 6 — Identità, comunità, conflitti
di Daniela Belliti
6.1 Introduzione
6.2 Identità, politica e relazioni internazionali
6.3 L’identità tra globalizzazione e conflitti
6.4 Identità religiose e conflitti
6.5 I caratteri del conflitto identitario
6.6 Conclusioni: rompere il circuito della violenza

CAPITOLO 7 — Le sette fasi del genocidio in Ruanda
di Jean Mikimibiri
7.1 Introduzione
7.2 Definizione del «target group»
7.3 Il censimento delle vittime
7.4 Designazione delle vittime
7.5 Restrizioni e confisca dei beni
7.6 Esclusione
7.7 Isolamento sistematico
7.8 Sterminio di massa

CAPITOLO 8 – Ruanda: passi verso la riconciliazione
di Bernard Gbikpi
8.1 Introduzione: la questione della riconciliazione
8.2 Giustizia e riconciliazione
8.2.1 Il Tribunale Penale Internazionale per il Ruanda
8.2.2 La giustizia nazionale di stampo moderno
8.2.3 Le Gacaca
8.3 La sicurezza e l’ideologia del genocidio
8.4 L’unità nazionale e la riconciliazione:
il punto di vista politico
8.5 Conclusione

CAPITOLO 9 – Crimini di guerra, crimini contro l’umanità
e genocidio: strategie dello «State building» etno-nazionale
di Tatjana Sekulic
9.1 Introduzione
9.2 La nascita degli Stati-nazione alla fine del Novecento
9.3 Le identità in gioco
9.4 Modernità e radicalizzazione della violenza nei
conflitti identitari
9.4.1 Annientamento fisico e violenza sessuale
9.4.2 La migrazione forzata
9.5 I limiti dell’intervento umanitario internazionale
9.6 Ricostruire la fiducia reciproca

PARTE III – Umanitarismo e giustizia internazionale

CAPITOLO 10 – Diritti umanitari e responsabilità globali
di Anthony Dworkin

CAPITOLO 11 – La repressione penale dei crimini internazionali. Problemi e prospettive
di Paola Gaeta
11.1 Introduzione
11.2 La repressione penale da parte di tribunali penali
internazionali
11.2.1 Il lungo cammino verso l’istituzione della giustizia
penale internazionale
11.2.2 I tribunali ad hoc e la Corte Penale Internazionale:
uno sguardo d’insieme
11.2.3 I processi davanti a tribunali internazionali:
meriti principali, p. 150
11.3 Cooperazione degli Stati e problemi per i tribunali
penali internazionali
11.3.1 Il problema della cooperazione giudiziaria
11.3.2 Altri problemi nella giustizia penale internazionale
11.3.3 Tribunali «imparziali»?
11.3.4 Ostacoli per un’azione efficace della Corte Penale
Internazionale
11.4 La repressione dei crimini internazionali da parte
dei tribunali interni
11.4.1 I principi di competenza giurisdizionale in materia
penale
11.4.2 Una valutazione d’insieme

CAPITOLO 12 — Tribunali per i crimini di guerra e questioni
ancora aperte
di Zoran Pajic
12.1 Un tribunale non voluto
12.2 Eroi di guerra o criminali?
12.3 Crimini di massa e criminali non quantificabilli
12.4 È possibile una vita senza pena di morte?

CAPITOLO 13 — Il diritto a una morte degna e al rispetto
dei resti mortali
di Gabriella Citroni
13.1 La tutela giuridica internazionale dei resti mortali
13.2 Principi delle Nazioni Unite per la prevenzione e le
indagini in materia di esecuzioni extra-giudiziarie,
arbitrarie o sommarie
13.3 La giurisprudenza internazionale in materia
di rispetto dei resti mortali
13.4 L’esperienza della Commissione per la Verità e la
Riconciliazione in Perù

CAPITOLO 14 — L’umanitarismo tra pragmatismo e principi:
elogio dell’incoerenza
di Marcello Flores

PARTE IV — L’onere della testimonianza

CAPITOLO 15 — Sopravvivere e vivere
di Esther Mujawayo

CAPITOLO 16 — Storie di fosse comuni in Bosnia Erzegovina
di Amor Masovic
16.1 Introduzione
16.2 Occultare il crimine
16.3 I racconti delle fosse comuni
16.3.1 Le fosse comuni primarie
16.3.2 Le fosse comuni secondarie
16.4 Denunciare il crimine
16.5 La verità e la giustizia come presupposti
per la riconciliazione

CAPITOLO 17 – Nei bastioni della culturalità
di Samira Negrouche

CAPITOLO 18 – Genocidio e giornalismo
di Alessio Vinci
18.1 Le diverse funzioni dei media
18.2 Quale ruolo per noi giornalisti?
18.3 Fatti, non opinioni
18.4 Obiettività e coscienza
18.5 Governi che ammettono un genocidio
18.6 Una nota personale finale

CAPITOLO 19 – Osservare e denunciare:
l’occhio del fotoreporter
di Geert van Kesteren

CAPITOLO 20 – Diritti umani e culture:
riflessioni di un inviato di guerra
di Alberto Negri

APPENDICE – Per capire genocidi e crimini di guerra:
materiali audiovisuali (Cd-Rom)
di Roberto Miraglia e Marina Galloni